🔴🔴EMERGENZA CORONAVIRUS: Indicazioni ai donatori dal SIT di Lavagna🔴🔴

Si informano i Nostri Gentili Donatori che presso il SIT di Lavagna l’ accesso per la donazione sarà organizzato su prenotazione. Si prega quindi di prendere il Vostro appuntamento per la Donazione chiamando i seguenti numeri : 0185 308441 oppure 0185 329595.

#Infoutili: Aggiornamento emergenza Coronavirus

Dalla pagina Facebook di Avis Nazionale condividiamo qui il loro messaggio inerente l’emergenza #Coronavirus : Il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola fa il punto sulla vicenda #coronavirus rispetto ai donatori di sangue:
“Sentito il Centro Nazionale Sangue, possiamo confermare che non vi sono indicazioni alla sospensione se non per alcune categorie, come già indicato dalla circolare del 20 febbraio.
(che potete approfondire qui https://www.avis.it/2020/02/20/coronavirus-nuove-disposizioni-di-sicurezza-del-cns-per-le-trasfusioni-di-emocomponenti-labili/).
Per quanto riguarda le situazioni locali e le misure specifiche da adottare, si fa riferimento alle ordinanze di merito e all’ultimo decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri di ieri, 22 febbraio, che ha rafforzato le misure di contenimento.
In generale si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi i donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili. È opportuno poi avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione.
Insomma, vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità.
Come #AVIS, insieme alle istituzioni nazionali e locali, stiamo costantemente monitorando la situazione e dando aggiornamenti puntuali.
È molto importante tenere i nervi saldi, informarsi solo da fonti ufficiali e in generale, nella stragrande maggioranza del Paese, continuare a donare”.

#Inofutili: Virus Cina, il presidente di AVIS Nazionale Gianpietro Briola: «Nessun pericolo per i donatori»

Sfogliando la newsletter del sito internet di Avis Nazionale cogliamo l’occasione per condividere con Voi Donatori questo interessante articolo dedicato alla recente emergenza sanitaria del Coronavirus:

Virus Cina, il presidente di AVIS Nazionale Gianpietro Briola: «Nessun pericolo per i donatori»
23.01.2020

I donatori possono stare tranquilli: il coronavirus, la forma virale che dalla città di Whuan, in Cina, si sta rapidamente diffondendo anche in altri continenti, tra cui l’Europa, non rappresenta un pericolo per chi deve donare o ricevere il sangue.

 

Ci pensa il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, a fare chiarezza su quanto sta avvenendo da ormai diversi giorni. Non ultima, l’installazione di uno scanner nell’aeroporto di Fiumicino, a Roma, per analizzare lo stato di salute dei passeggeri provenienti da quelle zone: «Si tratta di una sindrome che ha sintomi prettamente influenzali i cui rischi, al momento, sono legati soltanto alla Cina», spiega Briola. «Non c’è alcuna correlazione con chi deve donare il sangue, al massimo sarà sufficiente sospendere per un periodo l’attività come del resto avviene con qualsiasi altra patologia virale».

 

Tuttavia non esisterebbe un vaccino in grado di debellare il virus: «Possiamo dire che chi si è vaccinato può contare su un livello di copertura maggiore rispetto a chi non lo ha fatto». Come l’Oms sta facendo nelle ultime ore, anche il presidente Briola smorza i toni sul rischio di epidemia: «Fortunatamente questo pericolo non c’è perché, a differenza di quanto avvenne con il caso della Sars (una forma di polmonite atipica diffusasi sempre dalla Cina nel 2002, ndr), in questo caso si è tenuta una gestione politico-sanitaria di condivisione su risultati e tipologia di infezione, che ha permesso di scansionare, in tutti gli aeroporti, i passeggeri provenienti dalle zone di contagio».

Ecco qui il documento scaricabile sulle disposizioni di sicurezza del Cns per ulteriori informazioni utili sull’emergenza #Coronavirus

#Infoutili: Perché donare sangue fa bene alla salute.

Curiosando su internet, navigando sul magazine web della “Fondazione Umberto Veronesi – per il progresso della scienza § il portale di chi crede nella ricerca” abbiamo letto e siamo felici di condividere questo interessante articolo del giornalista Edoardo Stucchi: Buona lettura e se vi va condividetelo sui vostri Social!

Perché donare sangue fa bene alla salute

Pochi sanno che al donatore vengono garantiti ogni anno una serie di controlli e test gratuiti con particolare attenzione a colesterolo, glicemia e trigliceridi

Perché donare sangue fa bene alla salute

Donare sangue fa bene anche al donatore. Non perchè si sottopone a un salasso (utile per le malattie da  accumulo di ferro nel sangue, oggi poco praticato), ma perché l’azione del donare comporta una presa di coscienza dell’individuo, che è stimolato a mantenere uno stile di vita sano. Donare sangue, quindi, vale il doppio, perché salva la vita a chi riceve il sangue e mantiene sano il donatore. Infatti, il sangue raccolto, prima di arrivare al letto del paziente, è controllato sia per scoprire la presenza di virus infettivi che possono trasmettere epatiti e Aids, sia per scoprire valori ematochimici che possono rivelare malattie del donatore.

LA SALUTE DEL DONATORE

Ma i controlli sul sangue prelevato non bastano. Una caratteristica, tutta italiana, è il coinvolgimento del donatore, il quale non deve essere occasionale, ma far parte di una organizzazione che lo segue nel suo percorso di donatore. La contropartita, per il donatore, è avere la certezza di essere sano. E questo gli viene confermato dai costanti controlli che vengono eseguiti sul suo sangue, attraverso una visita e un colloquio e poi attraverso l’esecuzione di test specifici.

 

LA VISITA

Il primo contatto con le organizzazioni che si occupano di raccogliere il sangue (l’Avis, in primis, ma anche molte Associazioni esistenti in tutte le Regioni e Province, collocate nei centri trasfusionali degli ospedali) avviene con la visita medica per raccogliere i dati sullo stile di vita del donatore, sulle eventuali sue malattie, sulle sue abitudini sessuali. «Non si fanno discriminazioni fra eterosessuali e omosessuali, ma si guarda al tipo di rapporti sessuali consumati che non deve  essere a rischio – precisa Domenico Giupponi, presidente dell’Avis regionale Lombardia -. Se c’è stato un contatto con un partner occasionale e senza protezione, il donatore viene escluso. Comunque, i test che facciamo oggi ci permettono di scoprire la presenza di infezioni anche se non vengono esplicitamente espressi i contatti occasionali. Il nostro obiettivo, comunque, è instaurare un contatto diretto e sincero con il donatore, la migliore garanzia per un sangue sicuro».

GLI ESAMI

Della visita fanno parte, quindi, i test infettivologici per la sifilide, le epatiti e l’Hiv, perché è importante non trasmettere tali infezioni al ricevente. Tali test vengono eseguiti ogni volta che ci si presenta per la donazione (quattro volte per l’uomo e due volte per la donna). Annualmente, poi, il donatore, viene sottoposto a esami ematochimici e di controllo del sistema epatico, renale e metabolico, con particolare attenzione al colesterolo, alla glicemia e ai trigliceridi. «E’ come avere un check-up annuale e gratuito che può mettere in evidenza uno stato di sofferenza – aggiunge Gipponi -. E se scopriamo anomalie, invitiamo il donatore a consultare il suo medico o a servirsi della nostra consulenza. A 18 mesi un’altra visita di controllo e se si evidenziano problemi di salute importanti, il candidato viene invitato a sottoporsi ad esami diagnostici specialistici e senza alcuna spesa per lui». Ecco perché il donatore di sangue è il cittadino più controllato a spese dello Stato. Almeno fino a che non si scoprirà un sostituto del sangue con un liquido artificiale. La donazione di sangue, quindi, non è pericolosa per nessuno, né per chi lo dà e né per chi lo riceve.

SAFE BLOOD FOR ALL

Dalla Pagina Facebook del Centro Nazionale Sangue cogliamo l’occasione per condividere anche con Voi, Nostri Carissimi Donatori questo importante video della World Health Organisation sulla donazione di sangue.

Noi tutti abbiamo la possibilità di donare il sangue, e un giorno tutti potremmo averne bisogno, dalle donne che hanno complicazioni durante la gravidanza e il parto, ai bambini affetti da gravi forme di anemia, come la talassemia o l’anemia falciforme.

C’è bisogno che la gente di tutto il mondo doni il sangue regolarmente, perché in caso di calamità il sangue deve essere disponibile subito. Nel momento in cui doni il sangue, fornirai del sangue sicuro per tutti. Prendi appuntamento e dona, salva delle vite. #Safebloodforall #worldblooddonorday World Health Organization (WHO) World Blood Donor Day

Buona visione!

#Infoutili: Le banche del sangue non chiudono per ferie

Curiosando su internet, navigando sul magazine web della “Fondazione Umberto Veronesi – per il progresso della scienza § il portale di chi crede nella ricerca” abbiamo letto e siamo felici di condividere questo interessante articolo della giornalista Donatella Barus: Buona lettura e se vi va condividetelo sui vostri Social!

Si rinnovano gli appelli dei centri trasfusionali: donate sangue anche ad agosto. In estate la disponibilità di emocomponenti cala anche del 20%

Come ogni estate, dai centri trasfusionali della penisola sono partiti gli appelli a non dimenticarsi di donare il sangue, prima di partire per le vacanze o fra un escursione e l’altra. Quello fra giugno a settembre, infatti, è uno dei periodi dell’anno in cui si registra un calo della disponibilità dei diversi componentidel sangue (globuli rossi, plasma e piastrine), mentre il fabbisogno resta costante, quando non aumenta, specie nelle zone ad alta affluenza di turisti o nelle grandi città che si svuotano di donatori effettivi o potenziali.

L’EMERGENZA ESTIVA

«Un calo intorno al venti per cento è un dato storico, che si ripete ogni anno», conferma Franco Castagno, responsabile per la raccolta della Banca del Sangue della Città di Torino dell’ospedale Molinette. «Nei mesi estivi si può incorrere in una carenza soprattutto di sangue di tipo 0 negativo, più raro nella popolazione generale, quindi è il primo di cui si avverte la mancanza, e di piastrine, di cui vi è necessità costante dato che hanno una durata massima di conservazione di 5 giorni. Ecco perchè – raccomanda il medico – è importante che le donazioni siano costanti nel corso dell’anno e non si concentrino, come invece accade di solito, a giugno e dicembre».

L’ESERCITO DEI VOLONTARI

Negli ultimi anni la disponibilità di sangue in Italia è buona, i donatori abituali sono poco meno di un milione e 750 mila e la maggior parte delle Regioni riesce a far fronte autonomamente al fabbisogno di emocomponenti. Quando invece vi sono necessità superiori alle scorte disponibili, entra in gioco la “bacheca del sangue”, predisposta dal Centro Nazionale Sangue, che nella prima metà di luglio ha distribuito 1.500 unità di globuli rossi a quattro regioni, Toscana, Lazio, Puglia e Abruzzo.

IL SANGUE RARO

Una questione recentissima è poi quella del sangue raro, che presenta cioè una particolare combinazione di antigeni e che si rende necessario per curare persone che possono avere problemi di incompatibilità con le tipologie “classiche” di sangue. Più una società è multietnica, più aumenta la probabilità di situazioni di questo tipo. Ecco perchè molti esperti richiamano l’attenzione sulla necessità di donatori fra la popolazione immigrata.

DOVE VA IL SANGUE DONATO

«La destinazione prevalente delle sacche di sangue donato restano i reparti di ematologia, nel trattamento di leucemiemielomi e linfomi, per i trapianti di staminali emopoietiche», spiega ancora Castagno. «Poi ci sono le sale operatorie, anche se rispetto al passato gli interventi chirurgici richiedono molte meno trasfusioni. Soprattutto la chirurgia dei trapianti resta uno degli ambiti con le maggiori necessità di emocomponenti. Basti pensare che per un trapianto di fegato Ã¨ necessaria come minimo la disponibilità di 20 sacche di globuli rossi e altrettante di plasma».

 

Consigliamo inoltre la lettura di questo interessante articolo reperibile sempre sul Magazine della Fondazione al seguente link:

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/cardiologia/limportanza-di-donare-sangue-anche-in-estate

#Infoutili : Quali esami fanno i donatori? Donare serve per controllare la nostra salute? Un video per voi!

Dalla pagina Facebook di Avis Nazionale condividiamo questo interessante video per fare chiarezza su cosa implica e comporta  essere Donatori di Sangue! Buona visione!!

#Infoutili : PERCHE’ I GRUPPI SANGUIGNI SONO DIVERSI?

Prendendo spunto dalla Pagina Facebook di Avis Provinciale Genova e dal  sito di Avis Nazionale pubblichiamo il seguente interessante articolo del 01/02/2019 inerente le diverse tipologie di gruppi sanguigni:

Facciamo un salto indietro nel tempo. A inizi Novecento, il biologo austriaco Karl Landsteiner fa luce su una importante scoperta: esistono 4 gruppi sanguigni, A – B – AB – 0.

Qual è la ragione della diversità? La presenza – o meno – di agglutinogeni, sostanze antigeni presenti negli eritrociti di ogni persona.

La classificazione dei gruppi sanguigni

Due sono gli agglutinogeni, A e B; dunque, chi ne possiede o l’uno o l’altro si ritroverà con il gruppo sanguigno A o B; chi li possiede entrambi avrà il gruppo sanguigno AB. Infine, i soggetti privi di agglutinogeni apparterranno al gruppo Zero.

Nel plasma, invece, sono presenti anche le agglutinine, cioè anticorpi Anti-A , Anti-B , che possono agglutinare i globuli rossi che contengono l’antigene estraneo (A e B). In altri termini:

  • i soggetti del gruppo sanguigno A presentano l’agglutinina anti-B;
  • i soggetti del gruppo sanguigno B hanno l’agglutinina anti-A;
  • i soggetti del gruppo sanguigno AB (“recettori universali”) non presentano agglutinine;
  • i soggetti del gruppo 0 hanno in loro tutte e due le agglutinine (sono donatori universali).

 

Qual è la compatibilità dei gruppi sanguigni?

La scoperta di Landsteiner non si ferma, però, solo agli agglutinogeni A e B. Lo scienziato individua anche un terzo agglutinogeno: “Rh”. L’85% dei soggetti presenta Rh positivo (Rh+). Il 15%, Rh negativo (Rh-).

Da qui la necessità di capire qual è la compatibilità tra i diversi gruppi.

  • Gruppo 0 Rh-: può essere donato a tutti (a prescindere dal gruppo), vista l’assenza di antigeni sui globuli rossi e l’assenza del fattore Rhesus.
  • Gruppo 0 Rh+: i soggetti con tale gruppo possono ricevere solo da persone con gruppo Zero (Rh+ o Rh-). Il fattore Rhesus positivo limita poi la donazione solo a persone con fattore Rhesus +, a prescindere dal gruppo sanguigno.
  • Gruppo A Rh-: l’antigene A permette la donazione a persone di gruppo A o AB. Si può ricevere, invece, solo da soggetti di gruppo A- o 0, per la presenza dell’agglutinina beta nel plasma.
  • Gruppo A Rh+: può donare sangue a persone A+ e AB+ e ricevere da 0+, 0-, A+ ed A-.
  • Gruppo B Rh-: l’antigene B fa sì che si possa donare il sangue soltanto a persone di gruppo B e AB. La presenza dell’agglutinina alfa nel plasma rende possibile ricevere sangue solo di gruppo 0- o B.
  • Gruppo B Rh+: può donare sangue a B+ e AB+ e ricevere da 0 e B.
  • Gruppo AB Rh-: può donare sangue solo al gruppo AB, vista la presenza di entrambi gli antigeni sui globuli rossi. La mancanza di agglutinine rende possibile ricevere da tutti i gruppi con fattore Rh-.
  • Gruppo AB Rh+: può donare sangue solo a persone con sangue AB+, ma ricevere da tutti i gruppi, a prescindere dal Rh.

 

L’importanza della compatibilità nelle trasfusioni

Dell’importanza del sangue per le trasfusioni è inutile discutere, invece, è utile ricordare che le tecniche recenti di estrazioni di emoderivati (per esempio, il fattore VIII nell’emofilia) o le moderne tecniche di exanguino trasfusione totale o di plasmaferesi (spesso manovre salvavita nei casi di gravissime intossicazioni e avvelenamenti, o gravi situazioni di shock) costituiscono ulteriori indicazioni per la raccolta del sangue.

Pure bene sottolineare che, nonostante le compatibilità assolute per quanto riguarda gli antigeni contenuti nei globuli rossi (ci sono molti altri antigeni in genere ricercati e qui non citati per brevità), viene di solito effettuata una prova di compatibilità fra il sangue del donatore e il sangue disponibile.

La sequenza prevede di solito:

  • prelievo per compatibilità;
  • ricerca del sangue disponibile;
  • prova di compatibilità;

In casi di emergenza, invece, si ricorre solo al sangue dello stesso gruppo o sangue donatore universale 0 Rh negativo.

Importante è, quindi, avere sempre sangue a disposizione – grazie ai donatori -, così da aiutare chi si trova in stato di necessità: “Donare il sangue rappresenta il più grande atto di vita che chiunque può compiere” (Margaret Chan, ex direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

A cura del dr. Antonio Silvestri (Medico Olistico, Specialista in Malattie Infettive, Perfezionato in Tossicologia), in collaborazione con pazienti.it

A presto!
Avis Comunale San Colombano Certenoli.